Bonifiche tecniche

Microspie in ufficio: prima di cercarle chiediti chi ha avuto accesso

Microspie in ufficio: prima di cercarle chiediti chi ha avuto accesso Quando un imprenditore mi contatta perché sospetta la presenza di una microspia nel proprio ufficio, quasi sempre la prima domanda è: “Dove potrebber…

Microspie in ufficio: prima di cercarle chiediti chi ha avuto accesso

Microspie in ufficio: prima di cercarle chiediti chi ha avuto accesso


Quando un imprenditore mi contatta perché sospetta la presenza di una microspia nel proprio ufficio, quasi sempre la prima domanda è:

“Dove potrebbero averla nascosta?”

Io parto da una domanda diversa:

“Chi ha avuto accesso a quella stanza?”



Microspie in ufficio: prima di cercarle chiediti chi ha avuto accesso



Può sembrare banale, ma è uno degli aspetti che più spesso vengono dimenticati. Ci si concentra sulla tecnologia, sul tipo di microspia o sul rilevatore da utilizzare, dimenticando una cosa elementare:

una microspia fisica non compare da sola. Qualcuno deve averla portata lì.

E per farlo deve aver avuto accesso all'ambiente.

Prendiamo una sala riunioni


Immaginiamo una sala nella quale vengono discussi prezzi, strategie commerciali, acquisizioni, clienti o altre informazioni riservate.

Se nasce il sospetto che quelle conversazioni possano essere ascoltate, prima ancora di cercare una microspia cerco di ricostruire chi può entrare nella stanza.

Non soltanto dipendenti e collaboratori.

Addetti alle pulizie, manutentori, tecnici informatici, fornitori, personale esterno, ospiti. Oppure qualcuno che possiede le chiavi o che può accedere ai locali quando non sono occupati.

Mi interessa anche sapere se recentemente sono stati effettuati lavori, sostituiti apparecchi, spostati mobili o introdotti nuovi oggetti.

Queste informazioni possono cambiare completamente la ricerca.

Non tutti gli accessi permettono la stessa cosa


C'è una grande differenza tra avere 30 secondi a disposizione e poter rimanere indisturbati in un ufficio per mezz'ora.

Con un accesso molto breve è più realistico pensare a qualcosa che possa essere posizionato rapidamente.

Con maggiore disponibilità di tempo diventano possibili installazioni più elaborate, per esempio intervenendo su un oggetto o su un punto dell'ambiente.

Per questo durante una bonifica non considero soltanto:

“Dove si potrebbe nascondere una microspia?”

Cerco di capire:

chi avrebbe potuto installarla, quanto tempo avrebbe avuto e a quali punti avrebbe potuto accedere.

Anche il tipo di dispositivo dipende dallo scenario


C'è poi un'altra domanda.

Chi avesse installato qualcosa potrebbe tornare facilmente nell'ufficio?

Se può farlo, potrebbe teoricamente utilizzare anche un dispositivo che registra localmente e che deve essere recuperato.

Se invece difficilmente potrà accedere nuovamente ai locali, potrebbe avere maggiore interesse per un sistema capace di trasmettere le informazioni a distanza.

Sono scenari differenti e possono richiedere verifiche differenti.

È anche per questo che durante una bonifica professionale non utilizziamo un solo rilevatore: radiofrequenze, analisi dello spettro, ricerca di elettronica non trasmittente, termografia, ricerca ottica e ispezione fisica hanno funzioni diverse.

Ho spiegato l'intera sequenza nell'articolo “Come avviene una bonifica microspie? Dentro un intervento, passo dopo passo”.

E se nessuno poteva entrare?


Anche questa risposta è importante.

Se il cliente è ragionevolmente certo che nessuno abbia avuto accesso fisico all'ambiente, prima di concludere automaticamente che esista una microspia bisogna valutare altre possibili vie attraverso le quali un'informazione potrebbe essere uscita.

Il problema potrebbe non trovarsi necessariamente dentro una presa o sotto il tavolo.

Una bonifica serve anche a evitare di partire da una conclusione già scritta e cercare a tutti i costi qualcosa che la confermi.

Prima della tecnologia viene lo scenario


Quando entro in un ufficio per una bonifica, quindi, non parto immediatamente dagli strumenti.

Prima ricostruisco lo scenario.

Chi poteva entrare? Quando? Per quanto tempo? Dove poteva arrivare? È probabile che possa tornare?

Solo dopo queste domande gli strumenti acquistano realmente significato.

Perché cercare una microspia significa certamente conoscere la tecnologia.

Ma significa soprattutto capire come quella tecnologia avrebbe potuto arrivare proprio lì.



Vuoi approfondire?
Se vuoi capire concretamente quali controlli vengono effettuati durante un intervento, leggi Come avviene una bonifica microspie: dentro un intervento, passo dopo passo.

Se invece hai un sospetto concreto in un ufficio, una sala riunioni, un'abitazione o un veicolo, trovi modalità di intervento e richiesta di valutazione nella pagina Bonifica microspie TSCM – ambienti e veicoli: Bonifica microspie TSCM