Bonifiche tecniche

Microspie spente: si possono trovare? Come rilevare dispositivi che non trasmettono

Microspie spente o che non trasmettono: si possono trovare?Una delle domande che mi viene fatta più spesso durante una ricerca di microspie è:“Se la microspia è spenta, come fate a trovarla?”“Se la microspia è spenta, c…

Microspie spente: si possono trovare? Come rilevare dispositivi che non trasmettono

Microspie spente o che non trasmettono: si possono trovare?


Una delle domande che mi viene fatta più spesso durante una ricerca di microspie è:

“Se la microspia è spenta, come fate a trovarla?”


“Se la microspia è spenta, come fate a trovarla?”



La domanda è corretta perché mette in evidenza uno dei principali limiti dei comuni rilevatori di radiofrequenze.

Se un dispositivo sta trasmettendo, possiamo cercare il suo segnale.

Ma se non sta trasmettendo alcun segnale radio, un normale rilevatore RF potrebbe non avere nulla da rilevare.

Questo però non significa necessariamente che il dispositivo sia impossibile da trovare.

Significa che bisogna cambiare metodo di ricerca.

Prima distinzione: spenta, in standby o non trasmittente?


Quando si parla di “microspia spenta” si tende a mettere nella stessa categoria dispositivi che possono trovarsi in condizioni molto diverse.

Un dispositivo può essere:

  • completamente spento;

  • acceso ma in attesa;

  • programmato per trasmettere soltanto in determinati momenti;

  • attivato da un evento;

  • utilizzato esclusivamente per registrare;

  • progettato per comunicare solo occasionalmente.

Dal punto di vista della ricerca, queste differenze sono fondamentali.

Una microspia che trasmette continuamente può essere individuata attraverso le sue emissioni.

Un dispositivo che non sta trasmettendo richiede invece verifiche differenti.

Perché un rilevatore RF può non trovarla


Un rilevatore RF non è un “rilevatore universale di microspie”.

Il suo compito è rilevare determinate emissioni elettromagnetiche presenti nell'ambiente.

Se avviciniamo lo strumento a uno smartphone durante una comunicazione, per esempio, possiamo rilevare attività radio.

Ma se stiamo cercando un piccolo registratore audio che salva tutto su una memoria interna e non possiede alcun trasmettitore attivo, non possiamo aspettarci necessariamente lo stesso risultato.

Il dispositivo può essere fisicamente presente nella stanza senza produrre il tipo di segnale che stiamo cercando.

È per questo che una verifica basata esclusivamente sul rilevatore RF può creare una falsa sensazione di sicurezza.

Ho approfondito il funzionamento di questi strumenti nell'articolo “Come funziona un rilevatore di microspie GSM e perché spesso non basta per trovare una microspia”.

Un registratore nascosto può essere ancora più difficile da individuare


Immaginiamo un piccolo registratore audio occultato all'interno di un oggetto.

Registra.

Memorizza l'audio.

Successivamente qualcuno recupera fisicamente il dispositivo oppure i dati vengono trasferiti in un altro momento.

Durante la registrazione potrebbe non esserci alcuna trasmissione radio utile da intercettare.

Eppure il dispositivo sta svolgendo perfettamente la propria funzione.

Questo esempio fa capire perché, durante una ricerca, la domanda non dovrebbe essere semplicemente:

“Il rilevatore sta suonando?”

La domanda corretta è:

“Quali tipologie di dispositivi potrebbero essere presenti e con quale tecnologia potrebbero funzionare?”

Come si cerca un dispositivo che non trasmette?


Quando non possiamo affidarci esclusivamente alle radiofrequenze, entrano in gioco altri tipi di verifica.

Una ricerca professionale può comprendere, in funzione dello scenario, ispezione fisica dell'ambiente, controllo degli oggetti, verifica dell'elettronica presente e utilizzo di strumenti specifici.

Uno degli strumenti più conosciuti in questo ambito è il rilevatore di giunzioni non lineari, spesso indicato con la sigla NLJD.

Cos'è un rilevatore di giunzioni non lineari?


Un NLJD viene utilizzato per individuare la presenza di determinate giunzioni elettroniche tipiche dei componenti a semiconduttore.

In termini molto semplici, invece di cercare la trasmissione prodotta da una microspia, si cerca la presenza dell'elettronica.

Questa differenza è fondamentale.

Un dispositivo elettronico può infatti essere spento e continuare comunque a contenere circuiti e componenti elettronici.

Per questo un NLJD può rappresentare uno degli strumenti utilizzabili nella ricerca di elettronica nascosta anche quando questa non sta trasmettendo.

Quindi l'NLJD trova qualsiasi microspia spenta?


No.

Anche qui sarebbe sbagliato trasformare uno strumento professionale in una soluzione infallibile.

Gli ambienti moderni sono pieni di elettronica.

Televisori, alimentatori, prese intelligenti, elettrodomestici, sistemi di allarme, dispositivi domotici e moltissimi altri oggetti contengono componenti elettronici perfettamente legittimi.

La presenza di una risposta strumentale deve quindi essere interpretata e verificata.

Ancora una volta, lo strumento segnala qualcosa.

È l'operatore che deve capire cosa sta segnalando.

L'ispezione fisica rimane fondamentale


La tecnologia non sostituisce l'osservazione.

Durante una ricerca bisogna considerare anche la struttura dell'ambiente e gli oggetti presenti.

Un elemento nuovo, modificato, fuori posizione o non riconosciuto può meritare un approfondimento.

Lo stesso vale per dispositivi elettronici apparentemente normali presenti in punti particolarmente interessanti dal punto di vista dell'ascolto.

Non significa che ogni caricabatterie, presa o lampada debba essere smontata.

Significa che il controllo deve seguire uno scenario e una logica.

Nell'articolo “Come trovare microspie in casa: cosa controllare e quando serve una bonifica” ho spiegato proprio perché considero lo scenario il punto di partenza della ricerca.

Anche la posizione della microspia conta


Una microspia deve svolgere una funzione.

Se deve acquisire una conversazione, deve trovarsi in una condizione che permetta al microfono di ricevere l'audio con una qualità sufficiente.

Se contiene una telecamera, l'obiettivo deve poter vedere l'area da riprendere.

Se utilizza una rete cellulare o un'altra comunicazione wireless, deve trovarsi nelle condizioni necessarie per poter comunicare quando richiesto.

Questi vincoli aiutano a restringere la ricerca.

Per questo durante una verifica non considero tutti i centimetri quadrati di un ambiente equivalenti.

Bisogna chiedersi dove avrebbe senso collocare il dispositivo.

E le microspie GSM?


Le microspie che utilizzano una rete cellulare costituiscono un caso interessante.

Quando comunicano con la rete producono attività radio che può essere analizzata.

Ma non dobbiamo dare per scontato che un dispositivo debba trasmettere continuamente.

Ho approfondito questa tecnologia nell'articolo “Microspie GSM: cosa sono, come funzionano e come si possono rilevare”.

Il principio rimane lo stesso:

quando trasmette possiamo cercare la trasmissione; quando non trasmette dobbiamo considerare anche altri metodi.

Il problema dei falsi negativi nel fai-da-te


Uno degli errori più pericolosi è effettuare una scansione con un piccolo rilevatore RF e concludere:

“Non ha rilevato niente, quindi non ci sono microspie.”

Quella conclusione va oltre ciò che lo strumento può realmente dimostrare.

Il risultato corretto sarebbe:

“Durante questa verifica non ho rilevato determinate emissioni radio.”

Sono due affermazioni completamente differenti.

Una ricerca seria deve sempre tenere conto dei limiti dello strumento utilizzato.

Una bonifica microspie non è una semplice scansione RF


Questo è uno dei motivi per cui utilizzo il termine bonifica tecnica TSCM e non semplicemente “controllo con rilevatore”.

Una verifica professionale può combinare metodologie differenti a seconda dell'ambiente e del rischio:

  • analisi delle radiofrequenze;

  • analisi dello spettro;

  • ispezione fisica;

  • verifica delle reti wireless;

  • controllo di apparecchiature e oggetti;

  • ricerca di elettronica;

  • ulteriori verifiche tecniche quando necessarie.

Non tutte sono necessarie in qualsiasi situazione.

È lo scenario a determinare il tipo di controllo.

Si può quindi trovare una microspia spenta?

La risposta corretta è:

in molti casi è possibile cercare anche dispositivi che non stanno trasmettendo, ma non utilizzando esclusivamente un normale rilevatore RF.

Bisogna cercare altre caratteristiche del dispositivo: la sua presenza fisica, l'elettronica, l'alimentazione, la posizione e le eventuali anomalie introdotte nell'ambiente.

Ed è importante evitare una promessa che considero tecnicamente sbagliata:

nessuno strumento può garantire da solo di trovare qualsiasi dispositivo nascosto in qualsiasi condizione.

Quando richiedere una verifica professionale


Se il sospetto nasce soltanto perché un rilevatore acquistato online non ha segnalato nulla, non significa automaticamente che sia necessaria una bonifica professionale.

La situazione cambia quando esiste uno scenario concreto: informazioni riservate conosciute all'esterno, accessi non controllati, ambienti nei quali vengono trattate informazioni sensibili o altri elementi che giustificano una verifica.

In questi casi è possibile valutare una bonifica microspie TSCM per abitazioni, uffici, sale riunioni e veicoli, definendo il controllo sulla base del rischio e dell'ambiente.

Conclusione


Una microspia che trasmette può lasciare una traccia radio.

Una microspia spenta, un dispositivo in attesa o un registratore che memorizza localmente richiedono un approccio differente.

È proprio questo il motivo per cui cercare microspie non significa semplicemente cercare segnali radio.

Bisogna cercare dispositivi.

E un dispositivo può essere individuato attraverso caratteristiche differenti: trasmissione, elettronica, posizione, alimentazione, struttura fisica e anomalie presenti nell'ambiente.

La tecnologia aiuta.

Ma, ancora una volta, prima dello strumento viene il metodo.