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Chi può fare il test del poligrafo in Italia? Licenze, requisiti e certificazioni

Chi può eseguire un test del poligrafo in Italia? Serve essere investigatore privato? Esiste un poligrafista autorizzato? Facciamo chiarezza su licenze, attestati e requisiti.

Chi può fare il test del poligrafo in Italia? Licenze, requisiti e certificazioni

Chi può fare il test del poligrafo in Italia? Licenze, requisiti e certificazioni


Chi può effettuare professionalmente un test del poligrafo in Italia?

Esiste un albo dei poligrafisti? Serve una licenza? È necessario possedere un particolare titolo di studio? E cosa significano realmente espressioni come “poligrafista certificato”, “tecnico abilitato” o “esperto autorizzato”?

Sono domande importanti perché, quando si cerca online un servizio di macchina della verità, si incontrano qualifiche e certificazioni molto diverse tra loro.

Proviamo quindi a fare chiarezza distinguendo ciò che è previsto dalla normativa italiana dalla formazione e dalle competenze professionali necessarie per eseguire seriamente un test.


Nota: questo articolo ha finalità informative e descrive il quadro generale della normativa consultata. Non costituisce consulenza legale.


Didascalia immagine


Esiste in Italia una licenza per utilizzare il poligrafo?


Allo stato della normativa consultata, non risulta prevista in Italia una specifica licenza statale denominata “licenza di poligrafista” o “licenza per l'utilizzo della macchina della verità”.

Non risulta neppure un albo professionale statale dei poligrafisti analogo a quelli previsti per determinate professioni regolamentate.

Questo significa che non esiste un documento pubblico che, semplicemente, trasformi una persona in “poligrafista autorizzato dallo Stato italiano”.

Ma attenzione: l'assenza di una specifica licenza non significa che non siano necessarie competenze.

Sono due concetti completamente differenti.

Una cosa è essere legalmente autorizzati a esercitare una professione regolamentata. Un'altra è possedere le conoscenze necessarie per utilizzare correttamente uno strumento e condurre un test.

Serve essere investigatore privato?

L'attività di investigatore privato è regolamentata in Italia e richiede una specifica licenza prefettizia ai sensi dell'art. 134 TULPS.

Quella licenza riguarda però l'esercizio dell'attività investigativa privata, con le attività previste dalla relativa normativa.

Non risulta essere una licenza specificamente rilasciata per utilizzare il poligrafo.

Essere un investigatore privato autorizzato e avere competenza nell'esecuzione di un test del poligrafo sono quindi qualifiche differenti.

Naturalmente, se insieme al test vengono svolte vere e proprie attività investigative, queste devono rispettare la normativa prevista per quel tipo di attività.

Esiste il titolo di “tecnico del poligrafo”?

Termini come:

poligrafista;
polygraph examiner;
tecnico del poligrafo;
esperto in test del poligrafo

vengono comunemente utilizzati per descrivere chi possiede esperienza e formazione nell'utilizzo dello strumento.

Allo stato delle fonti normative consultate, però, non risulta un esame di Stato italiano specifico per diventare poligrafista né un albo pubblico obbligatorio dedicato agli operatori del poligrafo.

Questo significa che il titolo utilizzato sul sito internet o sul materiale pubblicitario non è sufficiente, da solo, per valutare la preparazione di chi esegue il test.

La domanda importante diventa quindi:

quale esperienza e quale formazione possiede realmente questa persona?

Esistono corsi e certificazioni per utilizzare il poligrafo?

Sì.

Esistono corsi di formazione, scuole, associazioni professionali, produttori di strumentazione e organizzazioni internazionali che possono rilasciare attestati o certificazioni relative all'utilizzo del poligrafo e alle metodologie di esame.

Questi percorsi possono rappresentare un elemento importante della formazione professionale.

Bisogna però distinguere una certificazione privata da una abilitazione prevista dalla legge italiana.

Non sono necessariamente la stessa cosa.

Quando qualcuno si presenta come “poligrafista certificato”, quindi, è perfettamente legittimo chiedere:

Certificato da chi?

Quale corso è stato frequentato?

Quante ore di formazione prevedeva?

Quale metodologia è stata studiata?

L'organizzazione che rilascia il certificato è pubblica o privata?

Un certificato può documentare una formazione seria e approfondita senza per questo diventare automaticamente una licenza dello Stato italiano.

E le attestazioni delle associazioni professionali?

In Italia la Legge 14 gennaio 2013 n. 4 disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi.

La normativa prevede anche la possibilità, in determinati ambiti, che associazioni professionali rilascino attestazioni relative alla qualificazione dei propri iscritti.

La stessa legge precisa però che queste attestazioni non rappresentano un requisito necessario per l'esercizio dell'attività professionale.

Anche in questo caso è quindi importante comprendere esattamente quale sia il valore del documento presentato.

Un'attestazione associativa può essere un elemento utile per valutare un professionista.

Non deve però essere automaticamente confusa con una licenza o un'abilitazione statale.

Comprare un poligrafo non significa saper effettuare un test

Questo è probabilmente il punto più importante.

Oggi è possibile acquistare anche online sistemi per la registrazione di parametri fisiologici e strumenti commercializzati come poligrafi.

Ma possedere lo strumento non significa automaticamente saper condurre correttamente un test.

Il funzionamento tecnico dell'apparecchiatura rappresenta soltanto una parte del lavoro.

Prima ancora di iniziare la registrazione bisogna comprendere il caso e stabilire cosa si vuole realmente verificare.

La preparazione delle domande è fondamentale

Un poligrafo non può rispondere correttamente a qualsiasi domanda.

Domande vaghe, ambigue o interpretabili in modi differenti possono compromettere l'utilità dell'esame.

Occorre quindi conoscere le modalità con cui vengono costruite e organizzate le domande all'interno del protocollo utilizzato.

Una domanda relativa a un fatto preciso è molto diversa da una domanda generica sulle intenzioni, sui sentimenti o sulle opinioni della persona.

La qualità del test dipende quindi non soltanto dalla macchina, ma anche dalla preparazione dell'esame.

Bisogna conoscere cosa misurano realmente i sensori

Il poligrafo non dispone di un sensore capace di rilevare direttamente una bugia.

A seconda della strumentazione utilizzata vengono registrati differenti parametri fisiologici, come variazioni della respirazione, dell'attività cardiovascolare e della risposta elettrodermica.

Questi segnali devono essere analizzati nel contesto della procedura.

Una persona può essere nervosa, preoccupata o emotivamente coinvolta senza necessariamente mentire.

Per questo motivo utilizzare un poligrafo non significa semplicemente osservare un grafico e decidere:

“questa persona sta mentendo”.

Serve conoscere anche i limiti dello strumento

Una parte della competenza professionale consiste proprio nel sapere quando il poligrafo non può fornire la risposta che il cliente sta cercando.

Non tutte le situazioni sono adatte a un test.

Non tutte le domande possono essere trasformate in quesiti utilizzabili.

E soprattutto il poligrafo non è infallibile.

Per questo motivo considero poco serio presentare una determinata percentuale di attendibilità come garanzia valida indistintamente per qualsiasi test, persona e situazione.

Il risultato del poligrafo è una prova?

No.

Il risultato di un test privato del poligrafo non diventa automaticamente una prova giudiziaria.

E non cambia natura in funzione della professione esercitata dalla persona che utilizza lo strumento.

Nel servizio che svolgo, il test viene presentato per quello che è: una valutazione effettuata attraverso una procedura strutturata e la registrazione di determinati parametri fisiologici.

La relazione finale non viene presentata come perizia giudiziaria.

Quindi quali requisiti dovrebbe avere chi esegue un test?

Più che cercare un inesistente “patentino italiano della macchina della verità”, ritengo utile valutare concretamente il professionista.

Bisognerebbe verificare:

  • esperienza effettiva nell'utilizzo del poligrafo;

  • formazione ricevuta;

  • conoscenza della strumentazione;

  • metodologia utilizzata;

  • capacità di preparare correttamente le domande;

  • conoscenza dei parametri fisiologici registrati;

  • capacità di interpretare i tracciati;

  • esperienza nella conduzione del colloquio preliminare;

  • conoscenza dei limiti del test;

  • trasparenza sul significato del risultato;

  • rilascio di una relazione finale chiara.

Questi elementi permettono di capire molto più di una generica scritta “esperto autorizzato”.

“Poligrafista autorizzato”: cosa significa realmente?

Non significa necessariamente che chi utilizza questa espressione stia dichiarando qualcosa di falso.

Potrebbe possedere un'autorizzazione relativa a un'altra attività professionale oppure una certificazione rilasciata da un'organizzazione privata.

Bisogna semplicemente capire a cosa si riferisce quella parola.

Quando viene indicata un'autorizzazione, quindi, la domanda più semplice è:

“Autorizzato da chi e per quale attività?”

Se invece viene indicata una certificazione:

“Quale organismo l'ha rilasciata e cosa certifica?”

Sono domande normali che qualsiasi professionista dovrebbe poter chiarire.

Come scegliere un professionista per un test del poligrafo

Non sceglierei chi esegue il test esclusivamente sulla base di una percentuale pubblicizzata o di un titolo scritto accanto al nome.

Chiederei invece come viene effettuato l'esame.

Un professionista dovrebbe essere in grado di spiegare cosa misura lo strumento, come vengono preparate le domande, quali sono i limiti del metodo e cosa significa realmente il risultato finale.

Dovrebbe inoltre spiegare chiaramente cosa il test non può fare.

Per me questa trasparenza è parte integrante del servizio.

Il mio approccio al test del poligrafo

Nel servizio che svolgo non presento il poligrafo come una macchina infallibile.

Non prometto percentuali di attendibilità come garanzia matematica.

Non presento la relazione finale come una perizia.

Non presento il risultato come prova giudiziaria.

Prima del test valuto la richiesta, il fatto che si desidera verificare e la possibilità di formulare domande adeguate.

Il test viene effettuato esclusivamente su persone maggiorenni che scelgono volontariamente di sottoporsi all'esame.

Test del poligrafo in Italia

Svolgo personalmente il servizio di test del poligrafo – macchina della verità in Italia, su prenotazione.

Il servizio comprende la valutazione preliminare della richiesta, la preparazione delle domande, il test strumentale e la relazione finale.

Costo del servizio: 2.500 euro, oltre all'eventuale trasferta quando necessaria.

Il test non è una perizia e non viene presentato come prova giudiziaria.

Per informazioni sulle modalità e sulle disponibilità:

[Test del poligrafo – Macchina della verità →]